Tecnica avanzata di facoemulficazione con ultrasuoni


Lente pieghevole con inettore


Cristallino artificiale multifocale


Impianto di lente pieghevole senza ampliare l'incisione


Cristallino artificiale accomodativo

 
Il termine cataratta indica l’opacizzazione del cristallino, ovvero della piccola lente contenuta nel bulbo oculare posta dietro l’iride, la parte colorata dell’occhio. La cataratta è la più frequente causa di riduzione visiva e si presenta soprattutto nell’età senile. La terapia della cataratta è di tipo chirurgico e, considerate la sicurezza e l’affidabilità delle tecniche più moderne, è consigliabile intervenire già quando l’opacamento comporta annebbiamenti visivi, difficoltà e incertezze nella vita di tutti i giorni.

Quando la cataratta è associata a un difetto visivo (MIOPIA, IPERMETROPIA, ASTIGMATISMO, PRESBIOPIA) la chirurgia offre eccellenti opportunità di correggerlo, specie se elevato. Così il paziente può ottenere contemporaneamente una visione nitida e l’indipendenza da occhiali o lenti a contatto.

Attualmente la chirurgia della cataratta si basa su una tecnica consolidata, la facoemulsificazione (frammentazione e asportazione del cristallino opaco mediante ultrasuoni) i cui presupposti sono la piccola incisione e l’ impianto di cristallino artificiale pieghevole.

FACOEMULSIFICAZIONE AD ALTA TECNOLOGIA
E’ la più recente evoluzione della facoemulsificazione, la AT FACO, tecnica chirurgica di eccellenza, con tecnologia “Premium” fondata su precisi presupposti.

1. Microincisione
Tutta la procedura avviene attraverso un’incisione di circa 2 mm. che significa minima invasività, recupero più rapido, nessuna deformazione (astigmatismo) indotta dall’intervento.

2. Laser a femtosecondi
La AT FACO si è recentemente arricchita di una nuova tecnologia, il laser a femtosecondi, il cui utilizzo è già consolidato nella chirurgia refrattiva mediante LASIK.
Al momento il laser permette di eseguire alcuni passaggi preliminari dell’intervento di cataratta mentre le fasi fondamentali restano riservate alla facoemulsificazione. Si tratta quindi di una tecnica combinata in cui il laser è COMPLEMENTARE e non alternativo all’utilizzo degli ultrasuoni. Il laser a femtosecondi permette di eseguire manovre più precise e ripetibili, in definitiva più sicure, e di rendere la facoemulsificazione ancora più delicata. Per contro si tratta di una tecnologia sofisticata e complessa con parametri molto precisi. L’ottimizzazione di tali parametri è legata all’esperienza di una rete internazionale di centri d’eccellenza, tra cui si annoverano Strutture con le quali il Dott. Daniele Vitali, responsabile di Delta View, vanta una collaborazione pluriennale.

3. Facoemulsificazione a bassa energia 
Una cataratta di grado medio viene rimossa in meno di 1 minuto, con tempo totale di ultrasuoni inferiore a 1 secondo, grazie ad una tecnologia ad ultrasuoni di ultima generazione (Faco fredda). Il trauma chirurgico è ridotto al minimo come anche le possibili reazioni sfavorevoli.

4. Impianto di cristallino multifocale e/o torico
Permette di correggere i difetti visivi presenti insieme alla cataratta, compresi astigmatismo e presbiopia.

Quest’ultimo punto merita qualche osservazione.
Il Dott. Vitali direttore di Delta View, ha usato i primi cristallini multifocali nel 1989 in casi selezionati e dal 1996 è stato tra i primi chirurghi ad introdurre nella pratica chirurgica di routine l’impianto multifocale di seconda generazione.
Attualmente il cristallino multifocale che incontra il favore dei chirurghi esperti di AT FACO, presenta un profilo ottico ottimizzato (“difrattivo”): questo permette un’ampia profondità di fuoco, quindi possibilità di lettura a distanze diverse, minor dipendenza dalla luminosità ambientale e minor incidenza di aberrazioni luminose (aloni).
Queste caratteristiche permettono di utilizzare l’impianto multifocale in un numero sempre più ampio di pazienti, i quali possono beneficiare di una reale indipendenza dall’occhiale per la gran parte delle normali occupazioni. Il risultato è una qualità funzionale e di vita nettamente superiore che permette di soddisfare le esigenze della gran parte dei nostri pazienti.

La chirurgia “Premium” della cataratta può offrire risultati eccellenti tuttavia è bene ricordare che il paziente, prima e dopo l’intervento, deve attenersi scrupolosamente alle indicazioni del chirurgo e della sua equipe e sottoporsi  a regolari controlli .
 Si tratta di tecnologie molto sofisticate specie riguardo alle lenti intraoculari, quindi il raggiungimento del risultato ottimale può richiedere tempi leggermente più lunghi di un intervento standard e un adattamento più lento. Inoltre anche con questa tecnica si può verificare un’opacità secondaria dell’involucro del cristallino  in media dopo 3 anni, ma talvolta anche precocemente (1-3 mesi).
E’ un’eventualità del tutto normale e con un rapido trattamento laser l’occhio torna alla limpidezza ottenuta dopo l’intervento.
E’ importante sottolineare che le tecnologie avanzate si esprimono al massimo nelle mani di un chirurgo esperto, affiancato da una equipe operatoria con ampie competenze specifiche, che disponga di materiali di alta qualità, sicuri ed affidabili.